Pagina Personale Docente

Seminario Interdisciplinare

Docenti
  Giancarlo Pavan, Lorenzo Biagi, Virgilio Sottana
Istituto / Ciclo
ISSR GIOVANNI PAOLO I (Baccalaureato in Scienze Religiose)
Anno accademico
2025/2026
Codice
ISCS26a
Anno di corso
2° Anno
Semestre
2
ECTS
3.0
Ore
20
Lingua in cui viene erogato il corso
Italiano
Modalità di erogazione del corso
Convenzionale
Tipologia di insegnamento
Seminario opzionale
Tipologia d'esame / Metodo di valutazione
Prova scritta con domande scelta multipla
SCHEDA PUBBLICATA
Programma

«Le religioni: causa di violenza o opportunità di fratellanza? Aspetti antropologici, psicologici e teologici»

Negli ultimi anni non solo alcuni scienziati (come Richard Dawkins, Sam Harris e Christopher Hitchens…) hanno sostenuto che la fede e la religione sono state la causa della violenza e delle guerre nella storia, ma anche diversi sondaggi sui giovani europei vanno nella direzione di affermare che dalle religioni è meglio stare lontani perché portano alla violenza. L’antropologia delle religioni e della violenza (e non solo), argomentano invece che la religione non è strutturalmente violenta, ma orientata alla ricerca di un’armonia con gli altri e con il cosmo e che, nella storia – soprattutto moderna – la causa delle violenze non è religiosa, ma viene piuttosto religiosamente motivata e poi giustificata. I centri di ricerca sulla violenza, le banche dati storiche, le analisi politologiche sostengono che le cause delle guerre non sono quasi mai religiose. La religione può aver giocato un ruolo nel 5% delle guerre anche più recenti. Il resto sono lotte di potere, politiche, economiche o etnicamente fomentate.  

Ciascuno vive il proprio approccio alla religione e quindi la propria religiosità in una forma che è sempre anche mediata e caratterizzata dalle dinamiche psicologiche caratteristiche della sua personalità. La teoria dell’attaccamento di Bowlby e lo studio sulla religiosità individuale di Allport risultano illuminanti a questo riguardo, facendo emergere come specifiche configurazioni e dinamiche della personalità si associno prevalentemente ad una modalità “intrinseca” oppure “estrinseca” di vivere l’esperienza religiosa, dove la prima si combina tendenzialmente con atteggiamenti di tolleranza e fratellanza, mentre la seconda con atteggiamenti di pregiudizio ed intolleranza.

L’appello ad una fratellanza universale, fatto valere dal Magistero recente e dalla riflessione teologica degli ultimi anni, si pone oggi come istanza critica della religione e dell’incontro tra le grandi tradizioni religiose dell’umanità, capace di fondare e aprire prospettive di dialogo e collaborazione oltre i conflitti in atto e sempre possibili.

Obiettivo

Si tratta di mostrare, mediante un approccio antropologico, psicologico e teologico, che tutte le grandi tradizioni religiose, che pur possono esporsi alla deriva di diventare motivo di conflitto e violenza, in realtà hanno in sé la potenzialità di promuovere una convivenza pacifica valorizzando l’alterità e le differenze.

Avvertenze

Metodologia: dopo alcune lezioni introduttive sul tema e sul metodo, in relazione ai tre approcci, ciascuno studente sarà invitato a scegliere di approfondire uno dei contributi bibliografici proposti dai docenti e a presentarlo in gruppo in maniera critica e aperta al confronto.

Bibliografia

La bibliografia sarà indicata da ciascun docente all’avvio del seminario.

Allegati


Programma
  • Descrizione del corso
  • Contenuti del corso
Obiettivo
  • Obiettivi del corso e risultati di apprendimento attesi.
Avvertenze
  • Metodologie didattiche e attività di apprendimento previste
  • Prerequisiti
  • Calendario o programma del corso (scadenze previste)
  • Criteri disciplinari condivisi (presenza, puntualità, correttezza, ecc.)
  • Metodi e criteri di accertamento del profitto (distribuzione dei parametri di valutazione)
Bibliografia
  • Letture richieste e consigliate.